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La Fondazione Carlo Gesualdo, Centro Internazionale di Studi, Ricerche e
Documentazione, facendo tesoro dell'eredità culturale che la Pro-Loco
“Civitatis Iesualdinae” ha sapientemente e tenacemente vivificato negli anni,
si è attivata, in collaborazione con le Istituzioni regionali, provinciali e comunali,
allo scopo di promuovere iniziative che non solo siano espressione di
indiscussa professionalità quanto restituiscano ai luoghi la loro storia, alla
luce dei nuovi scenari che si vanno delineando nel campo della musica,
dello spettacolo e delle arti in genere.
Il suo Presidente, Notaio Edgardo Pesiri, ha voluto, unitamente ai soci ed ai
collaboratori, concretizzare tale progetto, mirando al coinvolgimento di Enti,
Istituzioni, Associazioni e di tutti coloro che condividono la giusta attenzione
che il territorio irpino merita, reclamando a gran voce la riscoperta della sua
identità storica, nella convinzione della positiva ricaduta socio-culturale dello
stesso in termini di maturazione di una coscienza civica, che solleciti ad
operare per il bene e nell'interesse collettivo. Qualità, competenza, gusto
estetico, integrati all’insegna di una progettualità aperta, costituiscono gli
elementi irrinunciabili di un programma che si orienta al coinvolgimento attivo
di un vasto e variegato pubblico in un’osmosi di contenuti, di bagagli
esperienziali e culturali diversificati.
Il Feudo gesualdiano dal 14 agosto al 6 settembre 2009 accoglierà prestigiosi
eventi concertistici ispirati all'opera del madrigalista Carlo Gesualdo. Il filo
conduttore delle Giornate Gesualdiane Internazionali 2009, così come sono
state ideate e definite dal maestro Mario Cesa, è rappresentato dal dinamismo
che nel corso dei secoli ha consentito l’evolversi della tradizione musicale
pur nella conservazione dei nuclei compositivi originari. Da ciò discende la
“traccia” offerta dal Direttore artistico ai potenziali ospiti degli “eventi
gesualdiani” per orientarli all'ascolto: Dalla Canzon francese del Principe
alle soglie della musica contemporanea.
Dai castelli di Gesualdo, Calitri e Taurasi alle selve boscose di un feudo
vasto e sorprendentemente ricco di preziosità si rincorrono gli echi di una
storia avvincente, quella del Principe dei Musici, intrisa di genio e di follia.
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IL FEUDO GESUALDIANO
Gesualdo: una fontana, una piazza, un castello,
segni tra i segni disseminati sul territorio urbano;
il visitatore che per la prima volta vi giunge, li “legge” e li inquadra in un sistema simbolico
che rimanda ad antichi ed intuibili retaggi. La
fontana, cardine di una comunità, fa ancora
bella mostra di sé nella piazza Umberto I che
la incorona; il castello, dall’alto, si erge a
baluardo di un potere che sfida i secoli. Una strada, costeggiando Palazzo
Pisapia, s'infila nelle viscere del centro storico; inerpicandosi lungo i viottoli
che da esso conducono all’antico maniero, si ha quasi l’impressione di
conoscerli, percependo tutt’intorno un qualcosa di reiterato. |
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Quando i Gesualdo abitavano il maniero di
Calitri, ampliato ed abbellito fino a poter
ospitare all'unisono cinque corti nelle sue
sontuose trecento stanze, a dir poco suggestiva
doveva essere per i cavalieri in arrivo la visione
di questo quadro d’altri tempi, con i lumi delle
torce posti a rischiarare il mucchietto di case
del primo nucleo abitativo, denominato “Terra”,
con le ramificazioni dei “Casaleni” e di “S. Pietro”, aggrappato al fortilizio
nelle tenebre della notte. Dal 1304 la nobile famiglia vi detenne il potere per
oltre tre secoli, estendendolo a molti possedimenti della valle superiore
dell'Ofanto, attraverso successivi passaggi dinastici. Aggirandosi oggi per i
vicoli, s’immagina il fervore con cui le maestranze (intarsiatori, scalpellini,
fabbri) ed, in particolare, i ceramisti che animavano vico dei Tornilli e via dei
Faenzari, attendevano alle loro attività. |
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L'acqua, bene inestimabile, connota il borgo di
Villamaina e i suoi “dintorni”, determinando una
geografia visiva ricca ed articolata. Le fonti di
Pretachiana, Vaddipara, Fontanelle, San Paolino,
Conche, Lenze, da sempre hanno rappresentato
l'elemento vitale di questo territorio. I rivoli
torrentizi della Valle del Fredane lambiscono i
ricami degli appezzamenti coltivati che, a più riprese, cedono il posto a zone
fittamente boscose. Il valore aggiunto è quello della perduta identità: nel
secolo scorso all’arrivo da Napoli del Conte Sanfelice di Bagnoli l’intero paese
veniva chiamato a raccolta per omaggiarlo. Di sua proprietà erano le terre di
contrada Bagni, rinomata per le sue sorgenti minerali, prima appartenute al
Duca Caracciolo di S. Teodoro, che sul finire del 1700 vi fece edificare il
primo vero stabilimento termale. Attualmente le acque pregne di zolfo vengono
impiegate a scopo terapeutico presso le “Antiche Terme di S. Teodoro”, ove
il binomio salute e benessere trova la sua ragion d’essere nella genuinità di
un microcosmo tutto da scoprire. |
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Visitare il Palazzo Marchionale di Taurasi, acquisito
dall'Amministrazione comunale e restituito agli
antichi fasti dopo un accurato lavoro di recupero, è
uno spettacolo da non perdere. Nella storica dimora
Carlo Gesualdo visse da bambino con i genitori
Geronima e Fabrizio, con suo fratello Luigi e sua
sorella Isabella. L'improvvisa morte della madre
all’età di soli 26 anni per le complicanze di un parto
comportò lo smembramento del nucleo familiare ed l'allontanamento del
Principe ancora fanciullo dall’antico borgo. Lo stemma in pietra apposto sul
maestoso portale mostra la successiva unione di Casa Gesualdo e Casa
d’Este, testimoniando le sue seconde nozze (Ferrara, 21 febbraio 1594) con
Eleonora, consanguinea del duca Alfonso ed esponente di una delle più
illustri e fiorenti corti del tempo, ove egli si confrontò con musicisti eccellenti,
elaborando straordinari florilegi di madrigali. |
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| I CONCERTI |
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