Giornate Gesualdiane Internazionali 2009
XI Festival di Musica nel Feudo Gesualdiano
tra natura, storia e tradizioni


14 AGOSTO/6 SETTEMBRE 2009

Realizzate nell'ambito di “Irpinia Sistema Festival”
 
La Fondazione Carlo Gesualdo, Centro Internazionale di Studi, Ricerche e Documentazione, facendo tesoro dell'eredità culturale che la Pro-Loco “Civitatis Iesualdinae” ha sapientemente e tenacemente vivificato negli anni, si è attivata, in collaborazione con le Istituzioni regionali, provinciali e comunali, allo scopo di promuovere iniziative che non solo siano espressione di indiscussa professionalità quanto restituiscano ai luoghi la loro storia, alla luce dei nuovi scenari che si vanno delineando nel campo della musica, dello spettacolo e delle arti in genere. Il suo Presidente, Notaio Edgardo Pesiri, ha voluto, unitamente ai soci ed ai collaboratori, concretizzare tale progetto, mirando al coinvolgimento di Enti, Istituzioni, Associazioni e di tutti coloro che condividono la giusta attenzione che il territorio irpino merita, reclamando a gran voce la riscoperta della sua identità storica, nella convinzione della positiva ricaduta socio-culturale dello stesso in termini di maturazione di una coscienza civica, che solleciti ad operare per il bene e nell'interesse collettivo.
Qualità, competenza, gusto estetico, integrati all’insegna di una progettualità aperta, costituiscono gli elementi irrinunciabili di un programma che si orienta al coinvolgimento attivo di un vasto e variegato pubblico in un’osmosi di contenuti, di bagagli esperienziali e culturali diversificati. Il Feudo gesualdiano dal 14 agosto al 6 settembre 2009 accoglierà prestigiosi eventi concertistici ispirati all'opera del madrigalista Carlo Gesualdo. Il filo conduttore delle Giornate Gesualdiane Internazionali 2009, così come sono state ideate e definite dal maestro Mario Cesa, è rappresentato dal dinamismo che nel corso dei secoli ha consentito l’evolversi della tradizione musicale pur nella conservazione dei nuclei compositivi originari. Da ciò discende la “traccia” offerta dal Direttore artistico ai potenziali ospiti degli “eventi gesualdiani” per orientarli all'ascolto: Dalla Canzon francese del Principe alle soglie della musica contemporanea. Dai castelli di Gesualdo, Calitri e Taurasi alle selve boscose di un feudo vasto e sorprendentemente ricco di preziosità si rincorrono gli echi di una storia avvincente, quella del Principe dei Musici, intrisa di genio e di follia.
 
 
IL FEUDO GESUALDIANO

Gesualdo: una fontana, una piazza, un castello, segni tra i segni disseminati sul territorio urbano; il visitatore che per la prima volta vi giunge, li “legge” e li inquadra in un sistema simbolico che rimanda ad antichi ed intuibili retaggi. La fontana, cardine di una comunità, fa ancora bella mostra di sé nella piazza Umberto I che la incorona; il castello, dall’alto, si erge a baluardo di un potere che sfida i secoli. Una strada, costeggiando Palazzo Pisapia, s'infila nelle viscere del centro storico; inerpicandosi lungo i viottoli che da esso conducono all’antico maniero, si ha quasi l’impressione di conoscerli, percependo tutt’intorno un qualcosa di reiterato.
 
Quando i Gesualdo abitavano il maniero di Calitri, ampliato ed abbellito fino a poter ospitare all'unisono cinque corti nelle sue sontuose trecento stanze, a dir poco suggestiva doveva essere per i cavalieri in arrivo la visione di questo quadro d’altri tempi, con i lumi delle torce posti a rischiarare il mucchietto di case del primo nucleo abitativo, denominato “Terra”, con le ramificazioni dei “Casaleni” e di “S. Pietro”, aggrappato al fortilizio nelle tenebre della notte. Dal 1304 la nobile famiglia vi detenne il potere per oltre tre secoli, estendendolo a molti possedimenti della valle superiore dell'Ofanto, attraverso successivi passaggi dinastici. Aggirandosi oggi per i vicoli, s’immagina il fervore con cui le maestranze (intarsiatori, scalpellini, fabbri) ed, in particolare, i ceramisti che animavano vico dei Tornilli e via dei Faenzari, attendevano alle loro attività.
 
L'acqua, bene inestimabile, connota il borgo di Villamaina e i suoi “dintorni”, determinando una geografia visiva ricca ed articolata. Le fonti di Pretachiana, Vaddipara, Fontanelle, San Paolino, Conche, Lenze, da sempre hanno rappresentato l'elemento vitale di questo territorio. I rivoli torrentizi della Valle del Fredane lambiscono i ricami degli appezzamenti coltivati che, a più riprese, cedono il posto a zone fittamente boscose. Il valore aggiunto è quello della perduta identità: nel secolo scorso all’arrivo da Napoli del Conte Sanfelice di Bagnoli l’intero paese veniva chiamato a raccolta per omaggiarlo. Di sua proprietà erano le terre di contrada Bagni, rinomata per le sue sorgenti minerali, prima appartenute al Duca Caracciolo di S. Teodoro, che sul finire del 1700 vi fece edificare il primo vero stabilimento termale. Attualmente le acque pregne di zolfo vengono impiegate a scopo terapeutico presso le “Antiche Terme di S. Teodoro”, ove il binomio salute e benessere trova la sua ragion d’essere nella genuinità di un microcosmo tutto da scoprire.
 
Visitare il Palazzo Marchionale di Taurasi, acquisito dall'Amministrazione comunale e restituito agli antichi fasti dopo un accurato lavoro di recupero, è uno spettacolo da non perdere. Nella storica dimora Carlo Gesualdo visse da bambino con i genitori Geronima e Fabrizio, con suo fratello Luigi e sua sorella Isabella. L'improvvisa morte della madre all’età di soli 26 anni per le complicanze di un parto comportò lo smembramento del nucleo familiare ed l'allontanamento del Principe ancora fanciullo dall’antico borgo. Lo stemma in pietra apposto sul maestoso portale mostra la successiva unione di Casa Gesualdo e Casa d’Este, testimoniando le sue seconde nozze (Ferrara, 21 febbraio 1594) con Eleonora, consanguinea del duca Alfonso ed esponente di una delle più illustri e fiorenti corti del tempo, ove egli si confrontò con musicisti eccellenti, elaborando straordinari florilegi di madrigali.
 
I CONCERTI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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